Uno dei primi brani di Sergio.
Inserito nel suo primo album uscito nel 1981 e intitolato 'Sergio Caputo', un mini LP di sole 4 canzoni, mostra una certa immaturità musicale splendidamente risolta poi con 'Un sabato italiano'
l professore è ancora là, innamorato della sua città,
occhi perduti nei giornali della sera,
aria di pioggia è quasi primavera.
Il professore è faccia che non fa una piega
e un cuore in mano che non vale più una sega.
Confonde il barman con i versi di Leopardi
e il bar si chiude... ormai è tardi.
L'ultimo Tunisino è ubriaco e se ne va anche per questa sera la vita passerà
le strade sono blu di fumo,
in giro non c'è più nessuno.
Domani ti alzerai, la vita ricomincerà... e poi chissà, e poi chissà e poi chissà...
Il professore è ancora là,
bicchiere in mano, quanti anni avrà?
Le notti sono lunghe quasi tutte uguali
a guardare i campioni di invasioni spaziali.
L'ultima tentazione saluta e vola via,
sguardi di cane sciolto, l'angoscia e l'allegria
le strade sono blu di fumo,
in giro non c'è più nessuno.
Domani ti alzerai, la vita ricomincerà... e poi chissà, e poi chissà e poi chissà...
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